n territorio orvietano, poco lontano al complesso abbaziale dei Santi Severo e Martirio (sec. XII), in direzione Bolsena, è il convento dei Minori Cappuccini intitolato a San Crispino da Viterbo.
L’edificio religioso coincide con il convento medievale di San Gregorio Sualtulo. Qui, nel sec. XVIII, visse per ben 45 anni San Crispino da Viterbo, in qualità di frate questuante. Rimane una scritta autografa sulla porta della sua cella. Il convento, in posizione eccezionale dal punto di vista panoramico, fu edificato nel sec. XI dai monaci Cistercensi, per passare, poi, dal ‘500, ai Francescani, che lo ristrutturarono e realizzarono il chiostro. E’ stato completamente restaurato in anni recenti, ed è attualmente tornato ad essere dimora dei Cappuccini.
Da vedere, oltre ad un affresco del ‘700, parte della settecentesca biblioteca e la cella nella quale visse fra’ Crispino da Viterbo, elevato a Santo, nel 1988, da papa Giovanni Paolo II.
Il complesso sorge isolato al limitare del bosco di roverelle, castagni e carpini, circondato da un vasto giardino. A poca distanza si trovano due aree archeologiche di grande importanza: le tombe “Golini”, sul poggio di Sette Camini, e le tombe “Hescanas”, a camera con alcune urne ed un sarcofago.
Paolo Rossi
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